IL SETTORE DELLA CULTURA OCCUPA IL 3.5% DEI LAVORATORI ITALIANI

Balletto al teatro
31-08-2023

Sono 814.900 gli italiani che svolgono un lavoro in ambito culturale, contando tra questi sia quanti sono direttamente impegnati nella produzione culturale, per esempio come artisti, giornalisti, attori, danzatori, sia quanti sono responsabili di altre funzioni nello stesso comparto, come i contabili di un teatro. Nel conto, poi, sono incluse anche altre figure, ovvero chi si occupa dell’aspetto artistico e culturale in aziende di altri settori, come i designer di una casa automobilistica.

Si tratta di un numero superiore a quello di 10 anni fa, ma ancora inferiore a quello degli anni immediatamente precedenti alla pandemia. Tale settore, del resto, è stato uno dei più colpiti dalle restrizioni del periodo dell’emergenza Covid; solo nell’ottobre del 2021 cinema e teatri hanno riaperto al 100%: molto dopo i ristoranti, per esempio.

Questa tendenza in chiaroscuro non si riscontra, però, nell’ambito dell’occupazione femminile. Le donne che lavorano nella cultura nel 2022 hanno raggiunto un record mai toccato in precedenza, 371.800 persone, 10.900 in più che nel 2019. Il settore si sta affermando, infatti, come uno di quelli in cui è maggiore la presenza femminile: non a caso dà lavoro al 3,8% delle donne e al 3,3% degli uomini occupati, in media il 3,5% del totale.

Tra i segmenti in cui vi sono più lavoratori della cultura della media, poi, vi è anche quello dei 30enni, tra cui gli occupati in questo comparto raggiungono il 4%, e degli ultra 65enni (4,7%). Significa che chi lavora nel settore spettacolo-cultura resta al lavoro più degli altri.

L’occupazione nella cultura in Europa

Mediamente negli altri Paesi il comparto cultura ha vissuto una crescita più decisa di quella italiana. In Germania, Francia e Spagna nel 2022 il numero di occupati nel settore ha toccato nuovi record e certamente è tra quelli che hanno visto il maggiore incremento di lavoratori a livello decennale.

Basti pensare che tra 2012 e 2022 si è creato quasi un milione di nuovi posti di lavoro nella cultura in tutta la Ue: da 6 milioni e 785mila a 7 milioni e 733mila, il 3,8% di tutti i lavoratori. Nel Nord Europa, però, tale percentuale sale notevolmente: nei Paesi Bassi è del 5,4%, in Svezia del 4,9%, in Finlandia del 4,6% e in Danimarca del 4,5%.

L’Italia è quindi, seppur di poco, sotto la media europea. La supera, però, nel segmento dei laureati. Nel nostro Paese, infatti, gli occupati del comparto culturale sono ben il 6,9% di tutti quelli con un titolo universitario, mentre nella Ue sono il 6,2%, in Francia il 6,1%, in Spagna il 5,7%. Certamente su questi numeri influisce il fatto che in generale in Italia i laureati sono meno che altrove.

Se però anche in Italia, come nei Paesi vicini, questo settore riuscirà a crescere a ritmo sostenuto, nei prossimi anni esso potrà rappresentare un polo di attrazione sempre più importante per quanti proseguono gli studi dopo il diploma e che oggi, all’indomani della laurea, trovano lavoro meno facilmente dei coetanei europei.